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ITINERARI

 

MONTE TOVO (Valsesia) Una montagna per tutti in tutte le stagioni
Giro ad anello da Cascine di Agnona e rientro da Foresto - Calco

 

partenza - arrivo         Cascine di Agnona, fraz. di Borgosesia

tempo percorrenza     h. 5,15; con var. 1: h. 4,20

dislivello salita            mt. 660

dislivello discesa        mt. 660

difficoltà                      E (Escursionistica)

segnavia                     720 / 724 / 721

equipaggiamento        Consigliate pedule

 

periodo

Tutto l’anno. Consigliabile in autunno per l’ambiente che assume colori accesi e per i suoi prelibati funghi porcini. In inverno, anche con neve fresca non ci sono pericoli di slavine, divenendo così un'interesante escursione sicura.

 

note                                    

La traversata completa, con salita alla cima del Tovo, è raramente percorsa, dimenticando che anche in bassa valle vi sono percorsi di tutto di un certo impegno e ricchi di storia, tra magnifici boschi di faggi, castagni e betulle. Lungo l'itinerario, si sono verificati atroci episodi in cui giovani partigiani hanno sacrificato la loro vita per la  Libertà, che può considerarsi sentiero della Resistenza.

Percorso anche per MTB, ma preferibile percorrerlo in senso contrario alla descrizione.



1)  CASCINE AGNONA mt. 400  -  S. BERNARDO di FORESTO mt. 1124

     h. 2,00;     disl. 724;     segn. 720

Posteggiato l'auto nei pressi della Chiesa Parrocchiale dell’Annunciazione, costruita nel 1600, si percorrere la strada in direzione Agnona per un centinaio di metri e prendere la sterrata che sale a sn. All’inizio si attraversa una pineta di specie alloctona (pino strobo), poi boschi di latifoglie (castagni, roveri), incrociando la Chiesa di San Giuseppe, mt. 487 e la solitaria casa di Naugera,  si raggiunge la frazione abbandonata di Fossati. Il percorso lambisce la chiesetta diroccata, mt. 642, dedicata alla Madonna di Oropa. Si prosegue alla volta di Pecciola, mt. 764 (chiesetta dedicata ai Santi Filippo e Giacomo) e si giunge in breve al colle di Arbolone. Tra boschi di faggi, betulle, roveri  il sentiero pressoché pianeggiante costeggia il lato meridionale della cima Tortignaiga mt. 1167 sino a raggiungere il colle di San Bernardo ove è situata la chiesetta dedicata a San Bernardo di Mentone, edificata nel 1472 e rifatta nel 1641. 

2)  S. BERNARDO di FORESTO mt. 1124 * -  cima m. TOVO mt. 1386

     h. 0,45 (2,45);     disl. 262;     segn. 716
Dietro la chiesetta, il sentiero sale sulla dorsale boschiva di faggi sino ad una radura erbosa, una volta alpeggio Sella. Oltre il prato, il sentiero piega a sn. sul versante meridionale della cima Alagni che si raggiunge in breve tempo. Con percorso panoramico e piacevole si perviene ad una zona rocciosa in cui vi sono affranti simili a grotte. Con un ultimo strappo, ripido ma breve si raggiunge la cima del monte Tovo. Vista sul monte Rosa, della valle Strona contornata dall'imponenete monte Barone, dal Badile, i denti di Valmala e l'impervio Luvot che si staglia di fronte. A meridione, il panorama spazia sulla pianura, ai laghi, al Mottarone e in lontananza le prealpi lombarde, Resegone e Grigna.


3)  Cima M. Tovo mt. 1386  -  rif. Ca’ Mea mt. 1110

      h. 0,30 (3,15);     disl. - 276;     segn. 713 / 720

Dalla cima del monte Tovo, scendere per ripido sentiero in direzione dei prati sottostanti. Giunti sul pianoro,  non seguire il sentiero 713 che svolta a sn., ma prendere a dx, su evidente sentiero erboso verso la base di decollo dei deltaplano e parapendio e superata la china erbosa colorata di mugo, si giunge sulla strada dove è sita la cappelletta degli alpini. (h. 0,20). Seguire la strada asfaltata verso sn. (segn. 720) e dopo qualche decina di metri una targa in pietra, segnala la palestra di roccia dedicata al famoso alpinista, guida alpina Giorgio Bertone. Abbassarsi lungo il sentierucolo che conduce alla palestra e poi a sn. a mezza costa, si giunge in pochi minuti  all’altare di roccia dedicato a tutti i caduti in montagna. Il rifugio Ca’ Mea lo si vede 20 metri più in basso.

 

4)  Rif. Ca’ Mea mt. 1110  -  Foresto mt. 551

      h. 1,00 (4,15);     disl. - 559;     segn. 715

Dal rifugio si scende per sentiero nel sottostante Alpe Stanvone mt. 1092; si percorre per un centinaio di metri la strada, quando svolta a dx con curva a gomito, la si abbandona per proseguire dritti per sentiero che a tornanti  scende tra boschi di castagno e faggi all’alpe Bonde, mt. 945. Proseguire su sterrata per circa 200 mt.  e ad una sorta di sella, svoltare a sn. attraverso una pineta. Si oltrepassa la fontana degli alpini e quando la sterrata svolta a ds. prendere il sentiero a sn. che scende ad incrociare più volte la strada asfaltata che sale al rifugio. Giunti alla Costa di Foresto, oltrepassata la trattoria Dafne, nei pressi di una fontana, una careggiata diparte a ds. scendendo in pochi minuti a Foresto.

 

5)  Foresto mt. 551  -  Cascine di Agnona mt. 400

      h. 1,00 (5,15);     disl. - 151;     segn. 724 / 721

Di fronte alla Chiesa di San Giovanni Evangelista diparte una sterrata che, passando dall’alpe Pra Buseggio, conduce a Calco di Mezzo. Su strada asfaltata si scende a Calco Inferiore e ad Agnona. Oltrepassato le vecchie scuole e la chiesa di San Michele, (a sn. rispetto il senso di marcia) si attraversa il caratteristico centro di Agnona ed dopo 200 mt. si giunge alle auto, chiudendo il percorso ad anello.


* Variante 1

  1-2)  SAN BERNARDO di FORESTO mt. 1124  -  rif. Ca’ Mea mt. 1110

   h. 0,20 (2,20);     disl. 50; - 64;     segn. 720

Dalla chiesetta di San Bernardo, anziché salire alla cima del Tovo, che comporta un’ora circa di cammino più altri 20 minuti per scendere al rifugio, si può raggiungere direttamente il rifugio seguendo la strada che sale sino alla cappelletta degli alpini, situata a ds. della strada in punto panoramico su Borgosesia, la pianura, il Mottarone e le lontane montagne lombarde (Resegone, Grigna). La strada, ora scende lambendo la parte superiore della palestra di roccia dedicata a Giorgio Bertone e dopo qualche centinaio di metri, si intravvede in basso a dx il rifugio Ca’ Mea. Raggiungerlo, scendendo per sentiero, incrociando il caratteristico altare di roccia dedicato a tutti i caduti in montagna. Con questa variante il tempo complessivo del giro completo è di h. 4,20.

 


LEGGERE IL TERRIOTORIO

L’itinerario al Monte Tovo, la montagna di Borgosesia, è un percorso storico: serviva le frazioni di Fossati e Pecciola; metteva in comunicazione con la valle Strona; utilizzato dai pastori per raggiungere gli alpeggi dislocati sulle pendici del monte. Durante la resistenza fu teatro di battaglia dei partigiani in lotta con i nazi-fascisti. Lo storico Sandro Orsi, ricorda che il 25 aprile del 1944 una pattuglia fascista salì al colle Arbolone, incendiano le baite dell’alpe Mirabello e si scontrandosi con i partigiani uccisero Dante e Mario di Quarona. Ferirono Abele che riescì insieme ad altri compagni a fuggire verso il Tovo, ma al colle San Bernardo venne intercettato e brutalmente ucciso con un colpo alla testa da un ufficiale fascista che non rispettò nemmeno i feriti. Sulla facciata della chiesetta di San Bernardo, una lapide ricorda il coraggio dei partigiani Abele, Dante e Mario caduti per la Libertà.

 

Al monte Tovo si svolgono 2 importanti manifestazioni:

1°) L’ultima domenica di ottobre, presso l’altare di roccia, costruito con pietre provenienti da diverse montagne italiane, si celebra la S. Messa in suffragio a tutti i caduti in montagna. Segue la benedizione dei ceri, che saranno deposti sulle tombe di chi ha perso la vita nel gioco puro dell’andar in montagna.

 

2°) Nel mese di maggio, la marcia alpina di km. 10, pensata e voluta da Marco Marucco, da Borgosesia sale al rifugio Ca Mea passando per le frazioni di Agnona, Isolella, Foresto, Costa di Foresto, il fontanino degli alpini, gli alpeggi Bonde e Stanvone. A tutti i partecipanti viene offerta una medaglia di bronzo, alla 5° partecipazione la medaglia è d’argento, mentre alla 10° è d’oro! Dopo la camminata, si festeggia con polenta e spezzatino preparati dai volontari del rifugio.

 

Il monte Tovo è altresì sito di  decollo per deltaplani e parapendii che veleggiano sino a Doccio.

Nei vasti boschi di faggio e castagno, nelle radure colorate di mugo, ginestre e dalle rare dafne, si possono effettuare, partendo dal rifugio Ca’ Mea, suggestive passeggiate alla ricerca di funghi, castagne e altri frutti di bosco.

Il rifugio Ca’ Mea (aperto le domeniche e festivi), è stato voluto da un gruppo di amici alpinisti di Borgosesia.

 

Agnona, primo paese abitato della Valsesia (Fassola), già nel 1025 era feudo dei Biandrate, avuto da Corrado II. Nel 1800, dopo la battaglia di Marengo, il fiume Sesia divenne confine tra Italia e Francia e Agnona divenne capoluogo di Cantone, comprendente tutti i paesi valsesiani della sponda destra. Continuò ad esserlo sino al 1814.

Vanta un ponte di rara bellezza, detto napoleonico, (progettato dall’architetto Goyne e iniziato a costruire nel 1779 e terminato nel 1786 da Giacomo Antonio Gabbio di Riva Valdobbia) che restò a lungo l’opera più pregevole del Piemonte e fino al 1907 si fece riscossione di pedaggio.

Nella chiesa parrocchiale dell’Annunciazione si può ammirare un altare lignineo di rara fattura.