ASSOCIAZIONE  CULTURALE  WILD

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ESCURSIONI  2  GIORNI

 

Scorri in basso per vedere tutte le escursioni in ordine cronologico:

Apuane;

Monte Grappa;

Le 52 gallerie del monte  Pasubio;

Dolomiti,   pizzo lagazuoi e tre cime di lavaredo;

Parco Naturale Monte Avic;

Parc National Mercantour;

 

 

ALPI APUANE - PANIA DELLA CROCE mt. 1858  (13 - 14 aprile)

DESCRIZIONE

Nel Parco Naturale delle Alpi Apuane saliremo la Pania della Croce, regina delle Apuane, montagne nate dal mare, che celano il prezioso marmo e profondi abissi delle cavità carsiche.

L’imponenza del monte, ben visibile dalla Versilia e dalla Garfagnana, sin dall’antichità ha colpito visitatori ed osservatori. Ne scrissero grandi letterati a cominciare da Dante nella sua Commedia e la salirono viaggiatori e naturalisti sin dal XVII secolo. Non mancano storie e leggende che narrano di esseri fantastici, metà uomo e metà animali, di spettri e di streghe che popolavano le pendici del monte ed in particolare il Vallone dell’Inferno e la Vetrìcia, itinerari da evitare di notte perchè è palpabile la presenza di esseri sovrannaturali e pericolosi.

 

NOTE TECNICHE

1° giorno

Difficoltà                             E (Escursionistica)

​Tempo percorrenza           h. 1,30 in salita

Dislivello                             mt. 466

 

2° giorno

 

Difficoltà                             EE (Escursionisti Esperti)

Tempo percorrenza           h. 1,30 in salita; h. 4,00 in discesa

Dislivello                             mt. + 251;    mt. - 732

 

Abbigliamento                   media montagna: si consiglia di vestirsi a strati (maglia intima con un capo di ricambio; camicia o

                                            maglia con colletto alto; pile; giacca antivento impermeabile; un berretto di lana, un paio di guanti,

                                            occhiali da sole).

Attrezzatura                      torcia elettrica frontale; utili bastoncini da trekking.

 

RITROVO                                 SABATO 13 APRILE                   

                                                 ore 14,00 Piglionico

                                                 * DISPONIBILITA’ AD ORGANIZZARE SERVIZIO CAR-SHARING

 

QUOTA PARTECIPAZIONE     €. 145,00 

La quota comprende:

accompagnamento guida per 2 giorni;

pernottamento in mezza pensione in rifugio, (cena, prima colazione) bevande incluse;

pasto al sacco del 2° giorno;

Assicurazione R. C.

La quota non comprende:

trasferimenti per e da Piglionico e tutto quanto non previsto nella quota comprende.

 

CHIUSURA ISCRIZIONI  28 febbraio

 

 

SUI SENTIERI DELLA GRANDE GUERRA

Monte Grappa - Strada 52 Gallerie - Pizzo Lagazuoi & Tre Cime Lavaredo

 

MONTE GRAPPA   (18 - 19 maggio)

 

DESCRIZIONE

Da Cima Grappa, lo sguardo può spaziare dall'Appennino, al mare e alla laguna di Venezia, alla grande pianura veneta, all'altopiano di Asiago, al Lagorai, alle Dolomiti Bellunesi ma il camminare per questi sentieri erbosi non saremo avvolti dalle emozioni che solitamente si vivono vagabondando per i monti, bensì dalla commozione perché percorreremo un grande museo all'aperto che fu teatro tragico di battaglie con decine di migliaia di giovanissimi soldati morti.

Il Monte Grappa cardine degli avvenimenti bellici della Grande Guerra dopo la disfatta di Caporetto, venne trasformata in una fortezza con chilometri di gallerie e centinaia di bocche da fuoco in caverna.

Percorrendo le dorsali erbose che dipartono da Cima Grappa: la dorsale del monte Asolone verso ovest, la dorsale Solaroli-Fontanasecca-Peurna-Sassumà-Tomatico verso nord-est e ad est la dorsale Meatte-Palon-Tomba, ancora oggi devastati da scavi di trincee, postazioni, gallerie e profonde buche di migliaia di granate dove è facile ancora oggi trovare qualche reperto, si potrà ricostruire un quadro chiaro dell'ultimo anno di guerra. Si visiterà la Galleria Vittorio Emanuele; la ex Base Militare Nato dove dalla 'nave' il panorama è vastissimo verso nord; il grande Sacrario Monumento-Ossario alle vittime dove sosteremo in raccoglimento prima di avviarci sulla mulattiera di arroccamento del Boccaor-Meatte, con diverse brevi gallerie e tratti sul bordo del precipizio della Valle San Liberale; la bocchetta dell'Archeson e ridiscendere a San Liberale per il sentiero n. 153.

Da San Liberale saliremo per sentiero n. 151 al Pian di Bala e proseguiremo su strada sino al Rifugio Ardosette per il pernottamento (raggiungibile in auto). Il giorno successivo saliremo a Cima Grappa percorrendo diversi sentieri della zona Sacra  con percorso ad anello.

 

NOTE TECNICHE

1° giorno

Difficoltà                             E (Escursionistica)

​Tempo percorrenza           h. 2,30 in salita

Dislivello                             mt. 780

 

2° giorno

Difficoltà                             E (Escursionistica)

Tempo percorrenza           h. 1,30 in salita; h. 2,00 in discesa

Dislivello                             mt. + 400   - mt. - 1175

 

Abbigliamento                  media montagna: si consiglia di vestirsi a strati (maglia intima con un capo di ricambio; camicia o 

                                           maglia con colletto alto; pile; giacca antivento impermeabile; pantaloni lunghi comodi; un berretto

                                           di lana, un paio di guanti, occhiali da sole).

 

Attrezzatura                      torcia elettrica frontale; utili bastoncini da trekking.

RITROVO                             SABATO  18 MAGGIO

                                             Ore 14,00 San Liberale,  raggiungibile da Bassano del Grappa (Vicenza) Km. 20

                                             * DISPONIBILI ORGANIZZARE SERVIZIO CAR-SHARING

 

QUOTA PARTECIPAZIONE €. 115,00  (€. 105,00 Senza pranzo al sacco del 2° giorno);

La quota comprende:

accompagnamento guida per 2 giorni;

pernottamento in rifugio con trattamento ½ pensione (cena, pernottamento, colazione) bevande incluse;

pranzo al sacco del 2° giorno (2 panini, merendina, frutto, acqua);

Assicurazione R. C.

 

La quota non comprende:

trasferimenti per e da San Liberale  e tutto quanto non previsto nella quota comprende.

CHIUSURA ISCRIZIONI  18 marzo (salvo esaurimento posti).

 

 

MONTE PASUBIO - LA STRADA DELLE 52 GALLERIE (1 - 2 giugno)

 

DESCRIZIONE

Escursione di grandissima soddisfazione, un percorso storico che tutti gli appassionati di escursionismo e a maggior ragione coloro che s'interessano di storia, dovrebbero almeno una volta frequentare:

la “Strada delle Gallerie”, il "Percorso Tricolore", la “Zona Sacra”  la “Strada  degli Scarrubi” o la “Strada degli Eroi”.

 

Il Rifugio Achille Papa, dedicato al generale che fu il Comandante della 44esima Divisione, rimasta sul fronte del Pasubio fino all’11 agosto del 1917. 

La Strada delle 52 Gallerie è considerata un capolavoro dell’ingegneria militare e fu realizzata con l’obbiettivo di portare in quota i soldati italiani al coperto dalla vista e dal tiro delle artiglierie avversarie.  E’ lunga 6300 metri: 2300 sono in galleria, i restanti scavati nella roccia a mezza costa. Parte da una quota di 1216 metri e termina a 1928 metri, per un dislivello complessivo, contando i saliscendi dell’ultimo tratto, di 784 metri. Iniziata il 29 gennaio con l’invio di un primo plotone di venti uomini, arrivò a impiegare, con lo sciogliersi della neve e poi sopratutto l’estate, seicento uomini. Erano allora contemporaneamente in uso almeno quaranta martelli perforatori ad aria compressa, la cui distribuzione, mediante una rete di grosse tubazioni provenienti da una centrale di produzione costruita ai piedi della montagna, copriva l’intero percorso.

Il Sentiero Tricolore percorre la Zona Sacra del Pasubio, attraverso i luoghi dove furono combattute tra le battaglie più sanguinose della Grande Guerra. Dopo la Cima Palon ci si sposta al vicino Dente Italiano e, una volta superata la vecchia linea del fronte, si arriva all’adiacente Dente Austriaco: questa è la parte dove rimangono più evidenti le tracce delle battaglie, con le devastazioni delle granate e delle mine, i ricoveri e le trincee ancora ben conservate.

 

La storia in pillole

Inverno 1916/17. La carneficina della Straf expedition, con la quale le truppe austriache avevano tentato di conquistare nel maggio 1916 la vetta del Pasubio presidiata dagli italiani fin dall'inizio della guerra, era ormai alle spalle. Non rimaneva che affrontare, ognuno sulle posizioni acquisite, quello che si sarebbe rivelato uno dei più lunghi e gelidi inverni della storia.

Al tuono dei cannoni si sostituì il rombo delle valanghe, alla morte in battaglia quella non meno terribile per as-sideramento.

Il Pasubio, dal punto di vista strategico, valeva ogni sacrificio. Per gli Austriaci sfondare su questo fronte voleva dire aver una porta aperta sulla Pianura Padana con possibilità di aggiramento dell'esercito nemico. Per gli italiani resistere sul Pasubio, come sul Monte Grappa, significava bloccare ogni sforzo di avanzata austriaca.

La fine dell'inverno 1917 vide quindi il Pasubio protagonista di una guerra di posizione: ambedue gli eserciti si impegnarono nella costruzione di una ardita rete di strade e di teleferiche per consentire il più celere e sicuro rifornimento delle prime linee sulle più alte creste: i soldati arroccati nelle loro trincee diedero vita ad una incredibile guerra sotterranea.

Se avanzare all'aperto era impossibile, lo si poteva infatti fare nelle viscere della montagna. Ed ecco allora i genieri italiani scavare nel settembre 1917 una galleria in direzione del Dente avversario per farlo saltare con una mina. Anche gli austriaci ebbero però contemporaneamente la stessa idea e precedettero gli italiani provocando la morte di una quarantina fra genieri e soldati. Da quel momento, per tutto l'anno, fu un frenetico scavare di gallerie e di contro gallerie, un esplodere a sorpresa di mine che nel complesso provocarono la morte di poco più di un centinaio di italiani.

Alla fine gli austriaci, favoriti anche dalla morfologia del terreno che consentiva loro di avanzare a una quota inferiore rispetto a quella italiana e quindi di far saltare le gallerie che gli avversari scavavano sopra le loro teste, riuscirono a piazzare ben 50.000 kg di esplosivo sotto il Dente Italiano.

Il 13 marzo una gigantesca esplosione squarciò la montagna, ridusse il Dente a un cumulo di detriti e in pratica pose fine a questa logorante guerra di mine. Il successo non fu però seguito da eventi militari di rilievo e pochi mesi più tardi, in novembre, dopo l'ultimo con-trattacco, gli austroungarici iniziarono lo sganciamento e la definitiva ritirata.

 

NOTE TECNICHE

1° giorno

Difficoltà                         E (Escursionistica)

Tempo percorrenza       h. 3,00 in salita

Dislivello                         mt. 750

 

2° giorno

Difficoltà                         E (Escursionistica)

Tempo percorrenza       h. 2,00 in salita; h. 3,00 in discesa

Dislivello                         mt. + 400;   mt. - 750

 

Abbigliamento                 media montagna: si consiglia di vestirsi a strati (maglia intima con un capo di  ricambio; camicia o   

                                          maglia con colletto alto; pile; giacca antivento impermeabile; pantaloni lunghi comodi; un berretto

                                          di lana, un paio di guanti, occhiali da sole).

 

Attrezzatura                     torcia elettrica frontale (ASSOLUTAMENTE DA NON DIMENTICARE); utili bastoncini da trekking.

RITROVO                      SABATO 1 GIUGNO

 

                                            Ore 14,00  Passo di Xomo  raggiungibile da Schio (Vicenza) Km. 36

 

                                            * DISPONIBILI ORGANIZZARE SERVIZIO CAR-SHARING

 

QUOTA PARTECIPAZIONE €. 130,00  (Senza pranzo al sacco del 2° giorno €. 120,00);

                                             €. 120,00  Soci CAI (Senza pranzo al sacco del 2° giorno €. 110,00)

La quota comprende:

accompagnamento guida per 2 giorni;

pernottamento in rifugio con trattamento ½ pensione (cena, pernottamento, colazione);

pranzo al sacco del 2° giorno (2 panini, merendina, frutto, acqua);

Assicurazione R. C.

 

La quota non comprende:

trasferimenti per e da Passo Xomo e tutto quanto non previsto nella quota comprende.

 

CHIUSURA ISCRIZIONI  18 marzo (salvo esaurimento posti).

 

 

 

PIZZO LAGAZUOI & TRE CIME DI LAVAREDO (15 - 16 giugno)

DESCRIZIONE

1° giorno

PIZZO LAGAZUOI mt. 2778 - ATTRAVERSO GALLERIA DEI MINA - SENTIERO DEI KAISERJAGER

Ricco di storia, consente di toccare con mano cosa è stata realmente la "Grande Guerra" combattuta sulle montagne, a quel tempo confine tra Italia e Austria.

La galleria di mina italiana del 20 giugno 1917 è stata completamente recuperata e consente oggi di visitare uno dei teatri più drammatici della Prima Guerra Mondiale.

La galleria di mina è in realtà un complicato groviglio, il più ardito sistema di gallerie realizzato nella Grande Guerra.

Oltre al ramo costruito per piazzare la mina, ci sono la galleria di spalla, il cui sbocco esterno sull'Anticima servì come uscita per le pattuglie italiane di assaltatori dopo lo scoppio della mina, e la galleria dell'artiglieria dalla quale i cannoni italiani tiravano verso il Sasso di Stria. Ancora: la galleria a spirale, il ramo inferiore che sbocca sulla Cengia Martini, e il ramo orizzontale che correva parallelamente alla cengia offrendo riparo dal tiro austriaco.

Dalla sommità del Lagazuoi, siamo nel cuore delle Dolomiti, si gode un panorama sulle cime di Fanes, Marmolada, Civetta, Pelmo, Antelao, pale di San Martino che non ha eguali. Spettacolo, magia delle Dolomiti.

 

2° giorno

TOUR MONTE PATERNO - RIFUGIO LAVAREDO - RIFUGIO TRE CIME LOCATELLI - RIFUGIO PIAN DI CENGIA

Le Tre Cime di Lavaredo (Drei Zinnen in tedesco), sono  considerate tra le meraviglie naturali più note nel mondo dell'alpinismo. Situate nel Parco Naturale Tre Cime, costituiscono il simbolo delle Dolomiti e nel 2009 sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

I tre obelischi rocciosi formati da roccia calcarea sono la Cima Grande mt. 2999, posta al centro; la Cima Ovest mt. 2973 e la Cima piccola mt. 2857. Lo spettacolo dei colori che assumono, dalle tonalità grigio pallido fino al rosso infuocato, regalano momenti di magia e indelebili sensazioni.

La nostra escursione prevede il passaggio ai piedi delle pareti del versante sud,  lambendo il famoso spigolo giallo, poi oltrepassato la forcella Lavaredo avremo modo di toccare le rocce delle 3 pareti nord, palcoscenico dei grandi alpinisti quali Comici, Bonatti, Desmaison, Madzeau. (Sarà offerta cena a chi sarà capace di alzarsi anche solo 1 metro da terra della via Comici…)

Costeggiando le pareti del Paterno, si proseguirà su sentiero pianeggiante sino al rifugio Locatelli, sito alla base della torreToblin con visione impareggiabile delle pareti nord delle 3 cime (muniti di cannocchiale si rimarrà stupefatti nel vedere i rocciatori a sfidare la gravità). Dopo una sosta obbligatoria, si valica la forcella Toblin e sempre su sentiero pianeggiante si raggiunge la rampa che conduce al Pian di Cengia con il suo incantevole rifugio di fronte all’imponente Croda di Toni. Tutt’intorno, fortificazioni, gallerie della guerra. Dopo la pausa pranzo (si consiglia ristoro al rifugio!) su comodo sentiero in leggera discesa si attraversa il versante sud del Paterno con cippi e reperti che struggono il cuore. Rimangono  20 minuti di salita per chiudere l’anello nei pressi della forcella Lavaredo dove si è transitati al mattino.

 

Nelle Dolomiti di Sesto, durante la Prima Guerra Mondiale si sviluppava il fronte dolomitico: e ancora oggi è possibile trovare lungo i sentieri, testimonianze di quel tempo.

Il monte Paterno è storicamente famoso, in quanto durante la prima guerra mondiale si trovava lungo la frontiera tra il confine italiano e quello austriaco. All’inizio della guerra fu occupato dagli Italiani che raggiunsero la cima scavando delle gallerie sino in prossimità della vetta (la famosa galleria Paterno)

Il 4 luglio 1915 l'esercito austriaco decise di tentare un'azione per cacciare gli italiani dalla vetta. La notte del giorno precedente, la pattuglia volante di Sepp Innerkofler si avvicinò alla vetta e al mattino del giorno 4, mentre l'artiglieria austriaca iniziò un massiccio attacco sulla cima del Paterno,  Sepp Innerkofler, il comandante della Pattuglia Volante e famosa guida alpina, nel tentativo di conquistare la vetta venne ucciso con una pietra dall'Alpino calaltino del battaglione Val Piave Pietro De Luca. La causa della morte di Innerkoler non è ancora certa in quanto alcune tesi sostengono che sia morto in conseguenza di tiri mal direzionati dell'artiglieria austriaca.

 

La Torre di Toblin, vicinissima alle tre Cime di Lavaredo e al Paterno anch’essa  ha avuto un ruolo decisivo durante la prima guerra mondiale. Durante il conflitto, le truppe austriache avevano issato sulla cima della montagna un mortaio, con cui tenevano sotto controllo il sasso di Sesto e le linee di difesa italiane.

 

Al rientro dall’escursione, una sosta al lago di Misurina, noto come “la perla del Cadore”, è uno specchio d’acqua limpido, incastonato tra le vette più incantevoli e maestose delle Dolomiti Bellunesi, come la Piz Popena, il Cristallino, le Tre Cime di Lavaredo, il Sorapis e le Marmarole.

Il nome del lago, che si trova a 1756 metri s.l.m., deriva dall’unione delle parole "Meso ai Rin", cioè "in mezzo ai ruscelli": nel XVI secolo si credeva che il Piave e l'Adige nascessero dal lago di Misurina. E’ rinomato anche per il clima salubre, adatto per la cura delle patologie respiratorie. Infatti, in questa località è stato realizzato l’unico centro in Italia per il trattamento dell’asma infantile.

Le catene montuose riflettendosi in questo lago, di origine glaciale e incorniciato da foreste fitte e secolari, creano un paesaggio fiabesco che ha dato origine a numerose leggende, tra le quali, la più nota narra di Misurina, figlia unica e capricciosa del re Sorapiss, che scoprì sul monte Cristallo la presenza di una fata che possedeva uno specchio in grado di leggere i pensieri di chi vi si riflettesse. Misurina desiderava questo specchio magico e il padre per accontentarla accettò la condizione della fata, che aveva un giardino sul monte Cristallo con i fiori appassiti per il troppo sole. Sorapis, per ottenere lo specchio, accettò di trasformarsi in una montagna, che avrebbe fatto ombra sulle piante. Nel momento in cui iniziò a mutare, Misurina cadde e morì. Le lacrime del padre formarono un lago, che prese il nome dell’amata figlia.

 

NOTE TECNICHE

1° giorno

Difficoltà                         E (Escursionistica)

Tempo percorrenza:      h. 2,00 in salita; h. 1,30 in discesa

Dislivello                         mt. + 673; mt. -673

 

2° giorno

Difficoltà                         E (Escursionistica)

Tempo percorrenza       h. 4,00 / 5,00

Dislivello                         mt. + 460   - mt. - 460

 

Abbigliamento               media montagna: si consiglia di vestirsi a strati (maglia intima con un capo di ricambio; camicia o

                                        maglia con colletto alto; pile; giacca antivento impermeabile; pantaloni lunghi comodi; un berretto di

                                        lana, un paio di guanti, occhiali da sole).

 

Attrezzatura                   torcia elettrica frontale (ASSOLUTAMENTE DA NON DIMENTICARE); utili bastoncini da trekking.

​​RITROVO                         SABATO 15 GIUGNO 

                                         Ore 13,00  Passo Falzarego SI RACCOMADA LA MASSIMA PUNTUALITA’

                                         * DISPONIBILI ORGANIZZARE SERVIZIO CAR-SHARING

 

QUOTA PARTECIPAZIONE €. 160,00  (Senza pranzo al sacco del 2° giorno €. 150,00);

                                             €. 150,00  Soci CAI (Senza pranzo al sacco del 2° giorno €. 140,00)

La quota comprende:

accompagnamento guida per 2 giorni;

pernottamento in rifugio con trattamento ½ pensione (cena, pernottamento, colazione) bevande incluse;

pranzo al sacco del 2° giorno (2 panini, merendina, frutto, acqua);

Assicurazione R. C.

 

La quota non comprende:

trasferimenti in auto e tutto quanto non previsto nella quota comprende.

 

CHIUSURA ISCRIZIONI  31 marzo (salvo esaurimento posti).

 

 

 

PARCO NATURALE MONTE AVIC (10 - 11 LUGLIO)

 

DESCRIZIONE

PARCO NAZIONALE MERCANTOUR (24 - 25 luglio)

 

DESCRIZIONE